Il dizionario facile facile del Vino__ In Degustazione

Il dizionario facile facile del Vino__ In Degustazione

Se dovessero esistere due soli termini per descrivere ciò che dovrebbe essere un vino, noi a LE LASE non avremmo dubbi e sceglieremmo: 

AUTENTICO: un vino deve essere un'espressione pura e sincera di un territorio, di un vitigno e di una annata.

POPOLARE: un vino che si ribella ai salotti e torna alla sua naturale essenza, che ci riporta al profumo di vendemmia e allo stare bene insieme.

Troppo spesso il linguaggio del vino utilizza tecnicismi edulcorati che rischiano di confondere le persone invece di aiutarle a capire cosa c'è nel bicchiere. Il "vinese" parlato da alcuni sommeliers, da esperti del settore e/o dagli addetti ai lavori, rischia di allontanare il consumatore e l'appassionato di vino.

Il vino, secondo la nostra filosofia, deve UNIRE non dividere .

Ecco dunque una guida essenziale, senza troppi giri di parole, per capire finalmente cosa significano alcuni termini apparentemente difficili usati nel mondo del vino. Saranno divisi in tre macro aree: IN VIGNA, IN CANTINA e IN DEGUSTAZIONE. Inizieremo da questo ultima.

IN DEGUSTAZIONE 

A - ACIDITA'

è la colonna portante di tutti i vini. Senza acidità un vino muore. Al primo sorso di vino, quando avvertite immediatamente un formicolio ai lati della lingua, una piacevole sensazione di pulizia e nitidezza in tutto il cavo orale ...è l'acidità che vi sta parlando !! Si avverte meglio nei vini bianchi perchè l'assenza dei tannini permette alle componenti aspre e fresche di emergere nettamente al palato

B - BEVA

indica semplicemente la facilità (intesa come piacevolezza e scorrevolezza in bocca) con cui il vino viene bevuto. Per questo spesso nei vini giovani, senza lunghi affinamenti in legno o in bottiglia, si dice '' di pronta beva'', di ''facile beva'' o ''beverino''.

C - CORPO

(o STRUTTURA) il concetto di corpo di un vino è legato alla sua consistenza e alla sua persistenza in bocca. In pratica il corpo di un vino è il suo "peso" al palato, determinato dall'insieme di tutte le sostanze solide in esso disciolte e dall'alcol. Un vino leggero (come molti bianchi giovani) scivola via in modo fresco e delicato. Un vino di corpo o robusto (come un rosso importante) riempie la bocca, è avvolgente e lascia un sapore persistente a lungo dopo la deglutizione. Approfondisci qui la struttura di un vino.

D - DOSAGGIO

si sta parlando di bollicine ovvero di vini spumanti. Il dosaggio è uno sciroppo composto solitamente da vino e zuccheri che si inserisce nella bottiglia prima della tappatura finale. Serve quindi a ''regolare'' la dolcezza del vino. Se siete di fronte ad un DOSAGGIO 0 significa che il vino è completamente secco e che non è stato aggiunta alcuna quantità di zucchero. Se vuoi saperne di più sul Pas Dosé vi invitiamo a leggere questo articolo IL DOSAGGIO ZERO

E - ESTRATTO SECCO

è tutto ciò che resterebbe nel bicchiere se l'acqua e l'alcol evaporassero. Include diverse sostanze come  zuccheri, acidi, sali minerali, glicerina e polifenoli. Più è alto l'estratto secco, più il vino è denso e strutturato.

F- FECCE NOBILI/FINI

''questo vino affina sui lieviti, questo vino matura sur lie, questo bianco sosta sulle fecce fini''. In pratica vi stanno dicendo che il vino è rimasto in contatto per un tempo più o meno prolungato sui sedimenti che si depositano sul fondo del contenitore al termine della fermentazione alcolica. Si tratta principalmente dei lieviti esausti (inattivi, morti) che sanno rilasciare al vino maggiore morbidezza e maggiore complessità aromatica. La sosta sui lieviti è di fondamentale importanza nella produzione dei vini spumanti METODO CLASSICO. Leggi qui per approfondire 

G- GUSTO DI LUCE

in primis può richiamare un qualcosa di positivo parlando di degustazione. In realtà è uno dei più diffusi e gravi difetti del vino. Dato da una bottiglia trasparente e/o conservata male ed esposta a raggi ultravioletti. La luce, nemica del Vino, causa spiacevoli reazioni chimiche che ne alterano colore, aromi ,e nel peggiore dei casi anche il sapore.

H- HABILLAGE

è un termine francese un pò fico che non indica altro che l'etichettatura finale della bottiglia.

I- IMPATTO GUSTO-OLFATTIVO

  • Impatto olfattivo: la primissima sensazione che ricevete portando il naso al calice, che definisce la forza con cui i profumi si sprigionano.
  • Impatto gustativo: è l'insieme delle sensazioni di sapore (acidità, dolcezza/morbidezza, amarezza e sapidità) e di tatto (astringenza , alcolicità e corpo/struttura) che si percepiscono quando il vino entra in contatto con la bocca e la lingua
  • Impatto gusto-olfattivo: è l'esperienza sensoriale complessiva nata dalla combinazione simultanea del gusto e dell'olfatto ad opera di un preciso meccanismo fisiologico chiamato olfatto retronasale (o aroma di bocca). In pratica il vino si scalda in bocca (circa 36°C) e libera nuovi profumi. È qui che i sentori fruttati, floreali o speziati diventano tridimensionali. Questi aromi risalgono la faringe (il retro della gola) e raggiungono i recettori olfattivi nel naso. Si valuta la corrispondenza: se al naso sentivo la ciliegia, in bocca ritrovo la ciliegia? Si valuta infine la persistenza (anche chiamata finale di bocca). Per quanti secondi i profumi del vino restano nel retrobocca dopo aver deglutito? Ovviamente più è lunga la durata più il vino è considerato di alta qualità.

L- LACRIME ( e ARCHETTI)

rotea delicatamente il vino nel calice. Se scivola via veloce come l'acqua, il vino è leggero. Se si muove lentamente e lascia archetti o "lacrime" spesse sulle pareti del bicchiere, significa che è ricco di estratto secco e alcol, quindi ben strutturato.

M- MALOLATTICA

se sentite questo termine stiamo parlando di fermentazione dei vini rossi (ma può avvenire anche nei vini bianchi). La fermentazione malolattica avviene dopo la fermentazione alcolica trasformando l'acido malico (più aspro e pungente come la mela verde) in acido lattico (più delicato e morbido come il latte). In pratica serve a donare maggiore morbidezza e corpo al vino.

N- NATURALE

Spoiler. il vino naturale non esiste. Il vino naturale non ha una definizione legale, né un disciplinare ufficiale. Non è una categoria riconosciuta neppure dal diritto europeo. Esistono solo tanti manifesti e associazioni, ma ogni produttore, ogni enotecario e ogni appassionato lo interpreta a modo suo. Chi lo fa per convinzione vi dirà che è un vino “senza chimica”, “senza trucchi”, “fatto come una volta”. Ma se vi chiedete cosa c’è davvero dentro, le risposte si sfumano, si sovrappongono e talvolta si contraddicono. Fine della questione!

O- ORANGE

se state degustando un vino arancione si tratta di un vino ottenuto da uve bianche (o grigie come nel caso del Pinot Grigio) che vengono vinificate ''in rosso'' ovvero lasciando il mosto in contatto (più o meno prolungato) con le bucce durante la fermentazione. E' dunque l'opposto di un vino rosato. Sinonimo italiano di orange wine è vino bianco macerato.

P- PERLAGE

detto in francese suono un po più chic che in italiano, ovvero effervescenza. E' una caratteristica tipica dei vini spumanti che genera la formazione di tante piccole bollicine che vanno dalla base del bicchiere verso l’alto. La loro dimensione e persistenza definiscono la qualità e l’eccellenza dello spumante.

Q- QUALITA' ORGANOLETTICA

termine abusatissimo in degustazione e che trovate spesso nelle schede tecniche dei vini. In pratica si può riassumere in questo modo: una volta che avete osservato il vino (esame visivo), una volta che lo avete annusato (esame olfattivo) ed infine una volta che lo avete bevuto (esame gustativo) quel vino come vi è sembrato ? Vi è piaciuto? Ecco, la qualità organolettica esprime il giudizio di sintesi sull'insieme delle caratteristiche fisiche e chimiche di un vino percepite attraverso gli organi di senso (occhi, naso e bocca).

R- ROTONDITA'

''è un vino morbido e rotondo, presenta una bella rotondità, ha una bella sensazione di rotondità''. Già il termine dice tanto: una cosa rotonda è priva di angoli, vertici  e quindi spigoli. In senso figurato, "essere privo di spigoli" significa essere poco pungenti o scontrosi, o ancora non aspri, taglienti o ruvidi. Ed è proprio in questo senso figurato che l'aggettivo rotondo entra nel linguaggio enologico. Un vino rotondo è un vino gentile, non aggressivo o pungente, riconoscibile per la sua natura carezzevole e garbata al palato.

S- SAPIDITA'

dimenticatevi del sale da cucina. Un vino sapido non è un vino ''salato''. Un vino sapido è un vino che vi lascia in bocca una piacevolissima sensazione di freschezza e mineralità e che vi fa salivare ancor di più. Strettamente correlata all'acidità, la sapidità vi fa ricordare la terra o il mare...

T- TANNINO

è una sostanza naturale che si trova nella buccia e nei vinaccioli dell'uva (e nel legno delle botti).E' il responsabile della sensazione di bocca asciutta e allappata.

U- UVAGGIO

(vs ASSEMBLAGGIO) vendemmio uve Canaiolo, Sangiovese e Violone (quindi da vitigni differenti) e le vinifico tutte insieme. E' il cosidetto uvaggio. Se vendemmiassi e vinificassi in maniera separata le uve Canaiolo, Sangiovese e Violone otterrei tre vini distinti. Poi unisco (assemblo) questi tre vini. Sto dunque effettuando un assemblaggio (o blend).

V- VARIETALE

(CARATTERE, AROMA , SAPORE) è l'essenza dell'uva che arriva fino al bicchiere e che vi porta ad esclamare in degustazione senza guardare l'etichetta della bottiglia ''questo è senza ombra di dubbio un Sangiovese, un Moscato o un Gewurtraminer ''. ll carattere varietale di un vino è dunque l'insieme di aromi, sapori e sfumature tipiche dello specifico vitigno da cui è nato e che si riconosce chiaramente nel bicchiere indipendentemente dalla zona di produzione e dalle tecniche enologiche utilizzate.

Z- ZERO SOLFITI

non sembra difficile capire il significato di ''vino zero solfiti'' in degustazione. Peccato che se vi stessero parlando di un vino del genere vi starebbero prendendo in giro. Un vino completamente privo di solfiti semplicemente non esiste. Per saperne di più leggi qui.

Cheers!!

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